Nvidia shield android tv

Nvidia si è risvegliata da un lungo sonno: dopo l’annuncio di due tra le più performanti schede grafiche che il mercato possa accogliere, i colori verdenero si apprestano a giungere nei salotti italiani attraverso il lancio di Nvidia Shield Android TV, set-top box uscito più di un’anno fa negli altri mercati e giunto con notevole ritardo nel nostro Paese. Il modello proposto dall’azienda californiana, grazie alla componentistica interna di altissimo livello e al design di elevata qualità, si candida con buone ragioni a divenire il must-have per chiunque desideri un salotto.

All’interno e all’esterno

Il design del prodotto si rivela di altissima qualità già dopo un veloce sguardo alla scocca esterna: il peso e le dimensioni ricordano quelle di una più classica console da gioco in formato miniatura, con delle misure che si attestano ad occhio tra una piccola e agile Amazon Fire TV e un’ingombrante piattaforma di gioco current-gen. Ciò che rende davvero memorabile il prodotto della casa californiana è la sua estetica minimalista, grazie a un case spezzato da eleganti linee nere intervallate da triangoli in rilievo lucidi e opachi, mentre al centro brilla l’iconica luce verde LED, in funzione solamente se Nvidia Shield Android TV è acceso e collegato alla corrente. Il mix di materiali di cui è composta la scocca aggiunge un effetto interessante per impatto visivo – simile a quanto avviene su PlayStation 4 – ma diventa ben presto ricettacolo di ditate e polvere a non finire. Il prodotto può essere posizionato sia orizzontalmente che verticalmente, anche se in quest’ultimo caso è richiesto l’acquisto di un supporto brandizzato alla cifra di 29 euro: in caso contrario lo Shield potrebbe soffrire del leggendario effetto ‘wobble’ che colpì iPhone 6, che consiste in una maggiore instabilità sull’asse verticale data dalla non perfetta distribuzione del peso. Sul lato frontale compaiono quindi il logo della casa californiana e un look poligonale all’ultimo grido, mentre sul retro è possibile apprezzare una piccola presa d’aria che indica la presenza di un sistema di ventilazione interno molto silenzioso. A lato sono invece disposte numerose porte per la connettività, tra cui figurano una presa HDMI 2.0 che supporta HDCP 2.2 e che rende adatto il prodotto alla visione di contenuti in 4K a 60Hz, due porte USB 3.0, uno slot MicroSD e una porta MicroUSB. Il cuore pulsante di questa set-top box rimane però la CPU Tegra X1, a 8 core e 64 bit, che risulta ancora oggi tra le soluzioni più potenti in ambito Android, supportata infine da una GPU Maxwell da 256 core e RAM da 3GB LPDDR4; che rendono il prodotto di Nvidia il migliore del settore, tre volte più performante dell’ultima Apple TV. Un gioiellino macchiato da una mancanza non trascurabile, mitigata solamente in parte dalla possibilità di collegare una memoria esterna: l’HDD interno della versione base (al prezzo di 199 euro) presenta 16GB di storage, una vera pecca se consideriamo la qualità generale dell’hardware di Nvidia Shield Android TV, mentre la versione Pro da 299 euro ne sfoggia ben 500. All’interno del pacchetto base – oltre al core product e a una presa HDMI 2.0 di ultima generazione – compare anche un controller di grandi dimensioni, il cui prezzo base con acquisto separato si aggira intorno ai 50 euro. A differenza dell’hardware principale il joystick ha un design piuttosto anonimo e grossolano: pur risultando molto comodo per le brevi sessioni di gioco a cui abbiamo potuto partecipare, esso non riesce a eguagliare, né a livello di progetto né di ergonomia, gli altri pad presenti sul mercato. La disposizione simmetrica delle levette presenta di nuovo l’annoso problema del continuo toccarsi tra i pollici, essendo state disposte molto vicine rispetto al joypad dell’ammiraglia PlayStation 4: una scelta davvero strana, considerando l’implementazione di un D-Pad poco sensibile e una presenza cospicua di spazio libero sulla superficie del controller. Due pregi non indifferenti del joystick di Nvidia Shield sono invece rappresentati dall’input lag inesistente tra l’hardware madre e il dispositivo e dall’ottima durata della batteria, che può resistere a giorni interi di uso intensivo senza mostrare segni di cedimento.

La potenza non è nulla senza software

Una nota pubblicità d’auto utilizzava come slogan “la potenza è nulla senza controllo”: tale principio è applicabile a qualsiasi sistema informatico, e, essendo il prodotto in esame un esponente di questa categoria, non posso esimermi da un’analisi del software presente all’interno del set-top box di Nvidia. Esso appartiene alla famiglia Android e come tale eredita tutti i pregi e i difetti di questo sistema operativo – in versione Marshmallow TV 6.0 – con alcune modifiche mirate su alcuni punti deboli dove il software aveva precedentemente mostrato il fianco. Finalmente è possibile modificare le proprie tile e spostarle all’interno della home a piacimento, in modo tale che le applicazioni preferite possano sempre rimanere a portata di click in pochi secondi: un problema non indifferente nelle prime versioni, dove app poco utilizzate comparivano nelle prime posizioni e costringevano l’user a scrollare per una manciata di secondi prima di raggiungere il tile desiderato. Un’altra miglioria alla UX del dispositivo è rappresentata dalla ricerca vocale di Google, disponibile non solo nella home bensì anche durante l’utilizzo di applicazioni: disponibile totalmente in italiano, essa risulta veloce e intuitiva, capace di cavarsela agilmente con diversi accenti. Nell’economia del prodotto rappresenta una feature molto importante sulla quale è stato progettato e costruito il telecomando dedicato per Nvidia Shield Android TV, disponibile separatamente a 49 euro, che permette di registrare la propria voce grazie al pulsante dedicato posto al centro del dispositivo. Il multitasking è ovviamente presente, e – anche se non siamo di fronte a opzioni di divisione schermo come accade invece su Xbox One – rimane funzionale e discretamente intuitivo, pur mostrando alcuni problemi durante lo showcase nello swap tra un gioco come Resident Evil e una videochiamata in arrivo. L’UI si presenta semplice e priva di carattere, sconfinando quasi nel povero: abituati all’interfaccia di una Apple TV, le guidelines del Material Design di Google paiono utilizzate in maniera superficiale, quasi a svolgere il classico compitino. Nonostante queste piccole mancanze, il software risulta di ottima qualità, dotato di una navigazione senza fronzoli e sicuramente funzionale all’utilizzo rilassato seduti su di una comoda poltrona.

Giocare in streaming, che bellezza!

Oltre alle funzioni multimediali ritengo interessante parlare del catalogo di giochi Shield Games e del servizio GeForce Now, già disponibile dopo il lancio e contenente più di 100 videogiochi: il costo dell’offerta proposta da Nvidia si attesta sui 10 euro al mese con i primi tre gratis, utili per chi vuole compiere uno stress-test con la propria connessione. Il requisito consigliato dalla casa californiana per la connessione internet si attesta intorno ai 50 Mb/s, mentre il minimo è 30 Mb/s. Una difficile prova per molte connessioni italiane, con i server Nvidia dislocati nella lontana Francoforte: nonostante questo malus, con una fibra ottica da 100 Mb/s lo streaming di giochi risulta impressionante, senza un minimo di lag o cali di frame. A lasciarci a bocca aperta, oltre a un Mad Max a dettagli alti con una buonissima fluidità, è stato Sonic & All Stars Racing Transformed. Nessun input lag, nessun calo di frame rate; ciò che più mi ha convinto è stata la stabilità del sistema, anche se purtroppo i giochi disponibili sono ben pochi rispetto ai marketplace delle home console: molti sviluppatori sono al lavoro (tra cui CD Projekt, Warner, Capcom, 2K, Square Enix) per rimpinguare la sezione, ad ora abbastanza spoglia. Un’altra feature non trascurabile riguarda tutti gli aggiornamenti software che tanto rovinano le nostre giornate, essi sono infatti compiuti direttamente dai server di Nvidia, evitando così inutili attese da parte dell’utente. A concludere le caratteristiche dell’offerta GeForce Now giungono le opzioni custom importate direttamente da personal computer: è possibile infatti settare a piacimento la risoluzione, le texture e tutti i dettagli secondari, andando però a inficiare sulla qualità dello streaming (se la connessione non consente la trasmissione di una gran quantità di dati) o sul traffico presente sui server, con la possibilità di essere posti in coda per qualche minuto se un gran numero di giocatori utilizza determinate impostazioni grafiche d’alto livello.

Conclusioni

Nvidia Shield Android TV ha saputo dimostrare ancora oggi quanto essa possa essere la migliore set-top box presente sul mercato: grazie a una potenza computazionale senza paragoni e un design eccellente che esalta il proprio salotto, il nuovo prodotto della casa californiana si presenta quindi come una valida e concreta opzione per chi desidera un tuffo nella tecnologia sul proprio divano. GeForce Now mi ha inoltre particolarmente stupito per la fluidità dell’esperienza – nonostante la fibra ottica a supporto – mostrandomi, per brevi momenti, quanto il cloud gaming possa essere davvero una via percorribile nel prossimo futuro. Le uniche pecche riscontrabili sono da identificare in un HDD di piccole dimensioni per la versione base e una UI troppo povera esteticamente e, nel caso di servizi come Shield Games, anche di contenuti.

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