Il controverso destino di Nintendo Switch: social console o console antisociale?

Il controverso destino di Nintendo Switch: social console o console antisociale?

L’innovazione straripante di Nintendo Switch è stata evidente a tutti fin da subito: non c’è bisogno di essere fan del colosso nipponico dell’intrattenimento videoludico per riconoscere che la nuova console, in arrivo il prossimo 3 Marzo sul mercato, ha tutte le carte in regola per invertire la tendenza poco positiva delle console targate Nintendo, che ha visto il Wii U fermarsi (per ora) alla poco invidiabile cifra di 13,5 milioni di unità piazzate dal suo lancio.

Numeri ovviamente poco confortanti per la grande N, con i preordini attuali di Nintendo Switch che fanno tirare un sospiro di sollievo, e costringono gli store online a fare gli straordinari dando il via ad una seconda ondata di prenotazioni, con conseguente raddoppio degli sforzi in fase di produzione della console per soddisfare le maggiori richieste.

Non ci sarebbe bisogno dunque di ulteriori fatiche erculee in sede di promozione per quanto concerne il futuro hardware in arrivo, ma nel quartier generale di Kyoto non vogliono lasciare nulla al caso, pianificando quindi ogni singolo passo da qui ai primissimi giorni di Marzo: ecco dunque spiegato il lunghissimo trailer pubblicato nella giornata di ieri attraverso i canali social della compagnia, che metteva in evidenza i numerosi pregi della console, scoprendo però il fianco a quelli che potrebbero essere anche gli involontari difetti. Ma procediamo con ordine.

 

Nelle fasi iniziali quello che da subito vuole essere messa in evidenza è la natura ibrida di Nintendo Switch, che permette a qualunque utente impegnato in una sessione di gioco sul divano di casa di mettere momentaneamente in pausa l’azione, “disassemblare” l’apparecchiatura e metterla in modalità handheld, per riprendere il gioco in situazioni varie, che possono essere una corsa in autobus, un viaggio in aereo, tutti quelli che insomma possono essere considerati come “momenti morti” della giornata, da impiegare come meglio si crede nell’attesa dell’inizio delle attività vere e proprie (lavoro/studio, ndr). La situazione assume tutta un’altra piega quando, a fronte della possibilità di dare libero sfogo al proprio corpo attraverso il movimento fisico, i teenager della pubblicità, tanto quelli impegnati con lo skateboard di quest’ultima quanto quelli dei primi trailer che tiravano a canestro, lasciano tutto per correre a giocare, finendo ben presto per entrare a far parte di quella “Look down Generation” che tante vittime miete al giorno d’oggi: un gaming “indiavolato” che rischia di far passare in secondo piano la vita reale, a cui però lo stesso filmato di cui vi parliamo vuole riportare tutti i futuri fruitori della console.

Se infatti la prima parte del video è prepotentemente impostata in modo da costringere il giocatore medio a fissare, quasi ipnotizzato, lo schermo del device, è nella seconda parte che Nintendo Switch vuole dare una sorta di sveglia generazionale: “Guardatevi negli occhi”, ribadendo sì che il videogaming è importante, ma è altrettanto fondamentale non perdere contatto con la realtà, riuscire a conciliare vita reale e “vita virtuale” in modo che la prima prevalga sempre sulla seconda, con i mondi e le esperienze digitali che possono essere sì accattivanti, ma restano pur sempre una finzione creata ad uso e consumo dei videogiocatori, che non ne devono invertire la natura, finendo per l’appunto per esserne metaforicamente consumati.

Una sorta di spot pubblicitario misto a pubblicità progresso questo trailer di Nintendo Switch, che sicuramente detta quelle che potremmo definire come “linee guida per un uso corretto e responsabile” della console, e che sicuramente sarà utile e funzionale, o almeno lo speriamo, ad aprire gli occhi di una generazione che sempre più preferisce il contatto social al contatto sociale, lo sguardo fisso ai display all’incrocio di sguardi, un passo quindi verso l’abbandono della filosofia del videogiocatore al servizio del gaming, per un ben più funzionale gaming in favore del videogiocatore. Brava Nintendo.

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