Apple TV perde terreno sui competitor

Apple TV, il set-top-box di Cupertino, perde terreno in confronto ai competitor Google e Roku: è quanto rivela un’indagine di eMarketer condotta in USA.

 

Apple TV, il set-top-box di Cupertino dedicato all’intrattenimento domestico, perde terreno in relazione ai competitor. È quanto annuncia un’indagine di eMarketer: nel corso degli ultimi mesi, il dispositivo targato mela morsicata non sarebbe riuscito a tenere il passo con le alternative di Google e Roku, almeno negli Stati Uniti. Perché, tuttavia, un prodotto ben curato come Apple TV sembra aver già ridotto il suo appeal sui consumatori?

A seguito del rinnovamento del 2015, con l’inclusione di capacità di storage e della compatibilità con l’universo di App Store, il set-top-box di Cupertino aveva generato grande curiosità fra i consumatori. Un fatto forse dovuto alla comodità di Siri, tuttavia presente solo in alcuni mercati, nonché all’innovativo telecomando e all’affidabilità delle applicazioni di terze parti. Non a caso, in pochi mesi tutti i principali player dello streaming, almeno a stelle e strisce, hanno prodotto applicazioni native per poter accedere ai loro cataloghi. Eppure, sembra che l’interesse verso Apple TV sia improvvisamente calato.

La motivazioni di questo calo potrebbero derivare, in prima istanza, dal prezzo del set-top-box targato mela morsicata. Oltre la soglia dei 100 dollari, infatti, pare sia molto difficile convincere gli utenti ad acquistare un prodotto aggiuntivo per i loro televisori. Segue, poi, una motivazione legata alle abitudini d’utilizzo: più che ad applicazioni native e giochi, infatti, gli utenti sarebbero principalmente interessati alle funzioni di streaming, sia online che intradomestico, necessità più che assolta dalle soluzioni economiche di Google e dalle entry level di Roku. In altre parole, dai dati eMarketer sembra emergere come App Store non sia sufficiente per attirare i consumatori appassionati di intrattenimento televisivo, Apple dovrà forse agire anche sul listino.
Tags:  

Rispondi